Curiosità di Amelia

La Torre Palombara

E' una costruzione tipica da rinvenire nel territorio amerino, veniva eretta non a scopo difensivo ma per produrre la palombina, un tipo di concime che veniva fornito dai palombi o piccioni selvatici. Questo tipo di costruzione si diffuse in particolare nel '500 quando le abitazioni ritornarono a sorgere fuori dalle mura cittadine. Queste costruzioni risultano composte per lo più da un piano terra ad uso di rimessa attrezzi e da uno o due piani superiori, l'ultimo de quali accoglieva la piccionara. L'uso principale era quindi quello di produrre il concime, ritenuto il migliore già dagli storici latini Plinio Varrone e Columella. La sua altezza è invece dovuta alla necessità di richiamare l'attenzione del piccione e per evitare l'ingresso di altri animali da terra. Molte famiglie possidenti dell'epoca abbellirono le loro abitazioni fuori e dentro le mura con la torre palombara così da unire l'utile, ovvero la produzione di palombina, al dilettevole: la presenza di una superba torre a qualificare la residenza. Nel comune di Amelia si contano all'incirca 33 torri palombare, tutte abbastanza in buono stato di conservazioni.

 

La Porta del Morto

 

Era questa una tipica struttura delle case medievali in particolar modo umbre e toscane. Si distingueva per la sua eccessiva strettezza e per la sua collocazione ad una quota elevata dal suolo. Salendovi tramite tre o quattro gradini di legno, retraibili in caso di pericolo, si accedeva ad una altrettanto stretta e ripida scalinata delimitata da robuste pareti sempre per motivi di difesa. A fianco di questa porta, di solito, si trovava una porta ad arco più grande che serviva da ingresso ad un locale adibito normalmente a bottega per lo svolgimento di attività commerciali od artigianali. Con il subentrare delle Signorie cessarono le discordie tra le varie famiglie ed aumentò, nel contempo, l'esigenza di maggiori comodità facendo così cessare i presupposti per l'uso di tale angusta struttura che venne tamponata utilizzando quella più agevole del fondaco adiacente. Solo quando, in occasione di un funerale, c'era una salma da trasportare fuori, veniva aperta e richiusa subito dopo l'uso, donde la denominazione "del morto".

 

La Finestra del viandante

 

Era l'apertura che permetteva di assistere alle funzioni religiose dall'esterno. Infatti in passato, sopratutto a causa delle ricorrenti epidemie e di altri eventi straordinari, non era permesso a tutti di entrare in chiesa per ragioni di sicurezza.

 

Ciceruacchio (1800-1849)

 

E' il soprannome di Angelo Brunetti, organizzatore delle agitazioni popolari a Roma sotto il pontificato di Pio IX, partecipò alla Repubblica romana. Fuggiasco da Roma fu ospitato ad Amelia nel Palazzo Franchi (1849).

 

Vicolo baciafemmine

 

E' uno dei vicoli più caratteristici di Amelia, tipico di molte cittadine umbre.

 

Lo scoglio dell'Aquilone

 

E' il nome dato a un superbo scoglio che si erge a picco sul Rio Grande: Esso sembra ricordare la regale e solitaria presenza di un'aquila. Aquilone era identificato. nella mitologia, con Borea, il vento freddo del nord. Un'altra interpretazione tradizionale popolare ritiene che in questa zona vivesse un bandito il cui soprannome era Aquilone in quanto riusciva a fuggire con estrema rapidità.

 

L'assedio del Barbarossa

 

Si racconta che Amelia venne assediata per ben 12 giorni da Federico Barbarossa per rappresaglia contro le città umbre che lo avevano sconfitto: questa è probabilmente una leggenda e l'episodio va invece riferito al secolo successivo quando Federico Il cinse la città d'assedio nel 1240. L'improbabile assedio del Barbarossa alla città è stato comunque rappresentato da Domenico Bruschi nel sipario del Teatro Sociale di Amelia.